"Impatriati": attenzione in caso di distacco

Il regime fiscale speciale per i lavoratori impatriati è stato introdotto dall’art. 16 del D.Lgs. 147/2015 ed è stato oggetto di successive modifiche ad opera del Decreto Crescita (art. 5 D.L. 34/2019) e del Decreto Fiscale (art. 13 ter D.L. 124/2019).

In estrema sintesi, la disposizione attualmente in vigore prevede il concorso alla formazione del reddito complessivo limitatamente al 30% dei redditi di lavoro dipendente, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e redditi di lavoro autonomo prodotti in Italia dai soggetti che presentano i seguenti requisiti:

  1. hanno trasferito la residenza fiscale in Italia;

  2. non siano stati residenti nel nostro Paese nei due periodi d'imposta antecedenti al trasferimento;

  3. si impegnano a risiedere in Italia per almeno 2 anni;

  4. svolgono l'attività lavorativa prevalentemente nel territorio italiano.

In base alla normativa il regime fiscale riservato ai lavoratori impatriati ha carattere temporaneo ed è applicabile per 5 anni a decorrere dal periodo di imposta in cui il lavoratore trasferisce la residenza fiscale in Italia e per i quattro periodi d’imposta successivi.

In particolare:

− a partire dal periodo di imposta 2019, laddove abbiano trasferito la residenza fiscale in Italia a partire dal 30 aprile (con detassazione del reddito nella misura del 50 per cento per tutto il quinquennio);

− a partire dal periodo di imposta 2019, laddove abbiano trasferito la residenza fiscale in Italia dopo il 30 aprile 2019, ma entro il 2 luglio 2019 (con detassazione del reddito nella misura del 70 per cento per tutto il quinquennio) ovvero

− dal periodo di imposta 2020, laddove abbiano trasferito la residenza fiscale in Italia a decorrere dal 3 luglio 2019 (con detassazione del reddito nella misura del 70 per cento per tutto il quinquennio).

Tale normativa può essere applicata anche ai redditi di impresa prodotti dagli imprenditori impatriati, a partire dal periodo di imposta 2019, che a decorrere dal 30 aprile 2019 trasferiscono la residenza fiscale nel territorio dello Stato.

Il legislatore ha disposto un’estensione temporale del beneficio fiscale ad ulteriori cinque periodi di imposta, con tassazione nella misura del 50 per cento del reddito imponibile, in presenza di specifici requisiti quali, alternativamente:

- l’avere almeno un figlio minorenne o a carico, anche in affido preadottivo;

oppure

- l’acquisto di un’unità immobiliare di tipo residenziale in Italia direttamente da parte del lavoratore oppure da parte del coniuge, del convivente o dei figli, anche in comproprietà (l’acquisto dell’unità immobiliare deve realizzarsi «successivamente al trasferimento in Italia o nei dodici mesi precedenti al trasferimento»).

La percentuale di tassazione dei redditi agevolabili prodotti nel territorio dello Stato negli ulteriori cinque periodi d’imposta si riduce al 10 per cento se il soggetto ha almeno tre figli minorenni o a carico.

Sono state imposte delle limitazioni all’accesso a tale regime agevolativo, in particolar modo con riguardo al tema del distacco.

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente ribadito che il lavoratore dipendente distaccato all’estero che rientra in Italia può beneficiare del regime speciale di tassazione per gli impatriati a condizione che la nuova attività lavorativa in Italia non si ponga in continuità con la precedente posizione lavorativa presso il datore di lavoro a condizione che sussistano tutti gli altri requisiti stabiliti dalla norma.

Quindi, non spetta il beneficio fiscale nell’ipotesi di rientro dal distacco in presenza del medesimo contratto e presso il medesimo datore di lavoro precedente alla permanenza all’estero.

L’agevolazione fiscale può essere applicata se l’ attività lavorativa da svolgere in Italia può essere considerata effettivamente nuova, sussistendo un nuovo contratto di lavoro diverso da quello precedente in essere al periodo di distacco all’estero anche se il datore di lavoro è lo stesso.



"Impatriates': Caution in case of secondment


The special tax regime for impatriate workers was introduced by Article 16 of Legislative Decree 147/2015 and has been subject to subsequent amendments.

Shortlyl, the provision currently in force provides for the contribution to the formation of total income limited to 30% of income from employment, income assimilated to employment and self-employment income produced in Italy by persons who meet the following requirements:

  1. they have transferred their tax residence in Italy

  2. have not been resident in Italy during the two tax periods preceding the transfer;

  3. undertake to reside in Italy for at least 2 years;

  4. they carry out their work activity prevalently in Italy.

According to the legislation, the tax regime reserved for impatriate workers is temporary and is applicable for 5 years starting from the tax period in which the worker transfers his tax residence to Italy and for the following four tax periods.

In particular:

- starting with the 2019 tax year, if they transferred their tax residence to Italy on or after 30 April (with 50 per cent income tax relief for the entire five-year period);

- from the 2019 tax year, where they transferred their tax residence to Italy after 30 April 2019, but no later than 2 July 2019 (with a 70 per cent. income tax relief for the entire five-year period); or

- from the 2020 tax year, if they have transferred their tax residence to Italy on or after 3 July 2019 (with 70 per cent. of the income tax deducted for the entire five-year period).

These rules may also be applied to business income produced by impatriated entrepreneurs, starting from the 2019 tax year, who transfer their tax residence in Italy on or after 30 April 2019.

The legislator has provided for a temporal extension of the tax benefit to a further five tax periods, with taxation at the rate of 50 per cent of taxable income, in the presence of specific requirements such as, alternatively:

- having at least one minor or dependent child, including in pre-adoptive foster care;

or

- the purchase of a residential real estate unit in Italy directly by the worker or by his spouse, cohabiting partner or children, even in co-ownership (the purchase of the real estate unit must take place 'after the transfer to Italy or in the twelve months preceding the transfer').

The percentage of taxation of the taxable income produced in the territory of the State in the further five tax periods is reduced to 10 per cent if the person has at least three underage or dependent children.

Limitations have been imposed on the access to this advantageous regime, in particular with regard to the issue of secondment.

The Italian Tax Administration has recently reiterated that an employee posted abroad who returns to Italy can benefit from the special tax regime for impatriates provided that the new employment in Italy is not in continuity with the previous employment position with the employer, and provided that all the other requirements established by the rule are met.

Therefore, the tax benefit is not available in the case of return from secondment in the presence of the same contract and with the same employer prior to the stay abroad.

The tax benefit can be applied if the work activity to be carried out in Italy can be considered effectively new, since there is a new employment contract different from the one existing before the period of posting abroad, even if the employer is the same.


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