La Cassazione non pone limiti quantitativi al TFM

Con una recente sentenza, la Cassazione rende più agevole l’utilizzo del Tfm (trattamento di fine mandato) per la remunerazione dell’amministratore: nella sentenza n. 24848 del 6 novembre 2020 viene infatti stabilito che l’importo accantonato non deve essere necessariamente proporzionato al compenso annuo previsto per l’amministratore. Pare quindi accantonata la tesi sostenuta dall’Agenzia delle Entrate secondo cui sarebbe preclusa la deducibilità delle quote di accantonamento al Tfm per importi superiori al compenso annuo degli amministratori diviso per 13,5; secondo il pensiero dell’Amministrazione finanziaria, il Tfm si sarebbe potuto dedure nel limite previsto dall’articolo 2120, cod. civ. per il Tfr spettante ai lavoratori dipendenti. La Cassazione conferma, infatti, che non esiste una norma che obblighi le società a dedurre le predette quote nelle forme e nei limiti previsti per i lavoratori dipendenti

Ovviamente, come per il compenso periodico, esso deve essere determinato facendo riferimento a parametri di ragionevolezza.

Si ricorda, inoltre, che nella risoluzione n. 124/E/2017 l’Agenzia ribadisce una posizione già espressa nel passato (si tratta della risoluzione n. 211/E/2008), secondo cui per ammettere la deducibilità del componente per competenza vi è la necessità che esso risulti da un atto con data certa antecedente l’inizio del rapporto; tale posizione è stata più volte confermata anche dalla Cassazione. In caso contrario, non sarà possibile dedurre l’accantonamento per competenza, ma la deduzione del relativo costo avverrà nell’anno di effettiva erogazione dell’indennità medesima.


The Supreme Court does not set quantitative limits to the TFM


With a recent judgment, the Supreme Court makes it easier to use the Tfm (severance pay) for the remuneration of the director: in judgment no. 24848 of November 6, 2020 it is in fact established that the amount set aside does not necessarily have to be proportional to the annual compensation provided for the director. Therefore, it seems to have set aside the thesis put forward by the Inland Revenue according to which it would be precluded from deducting the amounts set aside for the severance indemnity for amounts exceeding the annual remuneration of the directors divided by 13.5; according to the thinking of the tax authorities, the severance indemnity could be deducted within the limit provided for by Article 2120, Civil Code, for the severance indemnity due to employees. The Supreme Court confirms, in fact, that there is no rule obliging companies to deduct the aforesaid amounts in the forms and within the limits provided for employees.

Obviously, as for the periodic remuneration, it must be determined by referring to parameters of reasonableness.

It should also be noted that in Resolution no. 124/E/2017 the Agency reiterates a position already expressed in the past (this is Resolution no. 211/E/2008), according to which in order to admit the deductibility of the component on an accrual basis there is the need for it to result from an act with a certain date prior to the beginning of the relationship; this position has also been confirmed several times by the Supreme Court. Otherwise, it will not be possible to deduct the provision on an accruals basis, but the related cost will be deducted in the year in which the indemnity is actually paid.

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