Residenza delle persone fisiche e COVID-19 - Interrogazione parlamentare

Nella risposta ad una interrogazione parlamentare (Ministero dell’economia e delle finanze, Risposta ad interrogazione parlamentare 3.12.2020 n. 5-04654), è stata presa in considerazione la seguente situazione: persone fisiche che hanno dovuto protrarre la permanenza in uno Stato di verso da quello di residenza fiscale nel corso del 2020.

In particolare, seguendo le raccomandazioni Ocse dello scorso mese di aprile (documento OCSE del 3 aprile 2020 «OECD Secretariat Analysis of Tax Treaties and the Impact of the COVID-19 Crisis»), la circostanza per cui una persona fisica, non residente fiscalmente in Italia, sia stata costretta a prolungare il periodo di soggiorno in Italia a causa della circostanza straordinaria ed eccezionale della pandemia, indipendentemente dalla volontà del soggetto, dovrebbe essere tenuta in considerazione, al fine di stabilire per detta persona una variazione di residenza ai fini del trattato (con particolare riferimento al criterio del «soggiorno abituale»).

In linea con questo orientamento sono stati già conclusi accordi con le Autorità competenti di alcuni Paesi, finalizzati a risolvere le problematiche interpretative, in relazione alle disposizioni convenzionali sul lavoro dipendente, con riferimento alla tassazione delle remunerazioni percepite dai lavoratori frontalieri che svolgono l'attività lavorativa in modalità agile, a causa delle misure per la pandemia da Covid-19. In particolare, si fa riferimento agli accordi interpretativi delle Convenzioni per evitare le doppie imposizioni, rispettivamente, con l’Austria, in vigore dal 27 giugno 2020, con la Francia, vigente dal 24 luglio 2020, e con la Svizzera, in vigore dal 20 giugno 2020, i quali consentono che, nei confronti dei lavoratori dipendenti e dei lavoratori frontalieri, si continuino ad applicare le specifiche disposizioni convenzionali, anche se gli stessi, a causa dell'emergenza epidemiologica, non oltrepassano più abitualmente la frontiera o, comunque, svolgono la propria attività lavorativa in uno Stato diverso da quello di residenza fiscale.

La risposta inoltre evidenzia che gli uffici dell'Amministrazione finanziaria, per quanto di competenza, confermano la loro disponibilità ad assicurare la trattazione di procedure amichevoli con le autorità dei Paesi interessati, ove siano rilevati casi di difficoltà o dubbi inerenti all'interpretazione o all'applicazione di specifiche disposizioni contenute nelle Convenzioni sulle doppie imposizioni, in considerazione delle circostanze verificatesi con l'emergenza sanitaria ancora in corso.


Tax Residence of individuals and COVID-19


In the answer to a parliamentary question (Ministry of Economy and Finance, Answer to parliamentary question 3.12.2020 no. 5-04654), the following situation was taken into account: individuals who had to stay in a State other than their State of residence for tax purposes during 2020.

In particular, following the OECD recommendations of last April (OECD document of 3 April 2020 "OECD Secretariat Analysis of Tax Treaties and the Impact of the and the Impact of the COVID-19 Crisis"), the circumstance that an individual, not resident for tax purposes in Italy, has been forced to extend the period of stay in Italy due to the extraordinary circumstance in Italy because of the extraordinary and exceptional circumstances of the pandemic, regardless of the person's pandemic, irrespective of the person's will, should be taken into account in order to establish for that person a change of residence for the purposes of the Treaty (with particular reference to the criterion of "habitual residence").

In line with this approach, agreements have already been concluded with the competent authorities of some countries, aimed at resolving interpretative problems, in relation to the conventional provisions on with regard to the taxation of remuneration received by frontier workers who work in a regular residence, in connection with the Covid-19 pandemic measures. In particular, reference is made to the interpretative agreements of the Conventions for the Avoidance of Double Taxation with Austria, in force since 27 June 2020, with France, in force since 24 July 2020, and with Switzerland, in force since 20 July 2020, which allow for the continuation of the taxation of employees and cross-border workers, even if they, due to the epidemiological emergency, no longer habitually cross the border or, in any case, work in a country other than their country of residence for tax purposes.

The answer also shows that the offices of the financial administration, as far as they are concerned, confirm their willingness to ensure the negotiation of mutual agreement procedures with the authorities of the countries concerned, in the event of difficulties or doubts concerning the interpretation or application of specific provisions contained in the Double Taxation Conventions, in consideration of the circumstances arising from the ongoing health emergency.


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