Transazione fiscale - criteri di valutazione da parte dell'Agenzia delle Entrate

Con la Circ. AE 29 dicembre 2020 n. 34/E sono stati fissati i criteri di valutazione della proposta di transazione fiscale, raccomandando la puntuale motivazione dell'eventuale giudizio di inattendibilità o insostenibilità e la relativa comunicazione al contribuente, al fine di avviare il contraddittorio.

L'art. 3 c. 1 bis DL 125/2020 conv. in L. 159/2020, ha modificato gli artt. 180 c. 4, 182 bis c. 4 e 182 ter cc. 1 e 5 RD 267/42 (legge fallimentare), è entrato in vigore il 3 dicembre 2020 ed ha previsto la possibilità di omologa senza il voto determinante dell'AE.

Tale norma prevede che il Tribunale possa omologare i concordati preventivi e gli accordi di ristrutturazione contenenti una proposta di transazione fiscale anche in mancanza di voto da parte dell'Amministrazione finanziaria quando:

  1. il voto dell'AE è determinante per l'approvazione del concordato o dell'accordo;

  2. la proposta è più conveniente rispetto alla liquidazione.

Nella circolare vengono date istruzioni agli Uffici riguardo la valutazione della proposta di transazione fiscale.

In primo luogo viene chiarito che il voto positivo dell'AE è subordinato:

• al rispetto del divieto del trattamento deteriore dell'erario rispetto agli altri creditori;

• alla verifica della maggior convenienza della proposta rispetto all'alternativa liquidatoria.

Quest'ultimo aspetto deve essere valutato facendo riferimento al piano attestato dal professionista indipendente e, nel concordato preventivo, anche al parere favorevole del Commissario Giudiziale, che fanno presumere la convenienza della proposta dell'imprenditore.

L'AE può però superare tale presunzione attraverso una puntuale motivazione, in cui vengano individuati analiticamente i dati, le ipotesi e le prospettazioni non ritenuti attendibili, avviando tempestivamente il contradditorio con il contribuente, al fine di esaminare gli elementi di criticità individuati. In tal senso l'AE può, altresì, far valere la mancanza di indipendenza del professionista attestatore.

Di particolare interesse risulta il passaggio in cui viene precisato che l'Ufficio, a titolo esemplificativo:

• nel valutare il valore di realizzo dei beni immobili non deve limitarsi ai soli valori OMI;

• se ritiene inattendibili le previsioni contenute nella relazione, deve garantire un adeguato contraddittorio, facendo riferimento anche agli studi di associazioni di categoria, dando la possibilità al contribuente di provare la fondatezza delle previsioni attraverso prove documentali;

• deve valutare i dati non puntuali (es. tasso attualizzazione cash flow atteso), considerando se essi si collocano o meno in un intervallo attendibile.


La circolare si sofferma anche sulla valutazione del comportamento del contribuente, premettendo che in genere esso si pone su un piano diverso rispetto alla proposta attestata. Il giudizio dell'AE viene influenzato negativamente da:

• una presenza di attività distrattive o decettive (cessione di asset aziendali a soggetti correlati, compimento di atti liberali, utilizzo di fatture inesistenti), in quanto possono determinare una sottostima delle passività ed una sovrastima delle attività;

• una sistematica e deliberata violazione di obblighi fiscali;

• la partecipazione a frodi.

In quest'ultimo caso, ritenuto peraltro di particolare offensività nei riguardi degli interessi erariali, il vaglio dell'Ufficio trascende la mera valutazione di convenienza economica della proposta per evitare che la sua realizzazione diventi occasione per riciclare quanto ottenuto per mezzo del meccanismo fraudolento.

L'apporto di finanza esterna, normalmente, rafforza la convenienza della proposta di transazione fiscale. Effetto opposto si ha nel caso in cui il contribuente abbia partecipato a schemi fraudolenti e la finanza esterna provenga dall'estero, laddove la sua origine non sia adeguatamente documentata.


Quanto alla dilazione del debito tributario, deve essere valutata con riferimento alle specificità dell'attività aziendale svolta dal contribuente, senza fermarsi alla circostanza che un piano articolato su un maggiore orizzonte temporale risulta di difficile valutazione. Le dilazioni temporali possono poi essere funzionali a rendere il piano concretamente realizzabile.

Inoltre, non viene individuata una percentuale minima di ristoro del debito tributario idonea a rendere il piano accettabile: l'Ufficio è infatti tenuto a considerare la situazione concreta.

Il piano può anche prevedere un trattamento deteriore per l'Erario, a condizione che ciò sia funzionale ad assicurare un trattamento privilegiato ai creditori strategici dell'impresa, ossia quei soggetti il cui rapporto con l'impresa è imprescindibile ai fini della conservazione della continuità aziendale. La strategicità del creditore deve essere valutata sulla base di elementi oggettivi e non meramente asserita e le pattuizioni con esso, specie se parte correlata, devono rispettare le normali logiche di mercato.


Evaluation criteria for the tax settlement proposal


The Circular of Tax Administration no. 34/E of 29 December 2020 set forth the criteria for the evaluation of the tax settlement proposal, recommending the precise motivation of any assessment of unreliability or unsustainability and the related communication to the taxpayer, in order to initiate the cross-examination.


Article 3, paragraph 1 bis of Decree Law 125/2020, converted into Law 159/2020, amended Articles 180, paragraph 4, 182 bis, paragraph 4, and 182 ter, paragraphs 1 and 5 of RD 267/42 (Bankruptcy Law) and entered into force on 3 December 2020.

It provides that the Court may approve composition agreements and restructuring agreements containing a tax settlement proposal even in the absence of a vote by the tax authorities when:

  1. the vote of the AE is decisive for the approval of the arrangement or agreement;

  2. the proposal is more convenient than the settlement.

Criteria for the expression of the Tax Administration's vote

The circular gives instructions to the Offices concerning the evaluation of the tax settlement proposal.

First of all, it is clarified that the positive vote of the AE is subject to

- to the respect of the prohibition of the detrimental treatment of the Treasury with respect to other creditors

- the verification of the greater convenience of the proposal compared to the liquidation alternative.

The latter aspect must be assessed by referring to the plan certified by the independent professional and, in the case of a composition with creditors, also to the favourable opinion of the Court Commissioner, which suggest the convenience of the entrepreneur's proposal.


Obligations of the Office in case of a judgment of unreliability or unsustainability

However, the Revenue Office may overcome this presumption by providing a detailed statement of reasons, in which it identifies analytically the data, the hypotheses and the prospects that are not considered reliable, promptly initiating a discussion with the taxpayer in order to examine the critical elements identified. In this sense, the AE may also rely on the lack of independence of the professional certifier.

Of particular interest is the passage specifying that the Office, by way of example

- in assessing the realisable value of real estate, must not limit itself to OMI values alone

- if it considers the forecasts contained in the report to be unreliable, it must ensure an adequate cross-examination, also referring to the studies of trade associations, giving the taxpayer the opportunity to prove the validity of the forecasts through documentary evidence;

- must assess non-point data (e.g. expected cash flow discount rate), considering whether or not they are within a reliable range.


The taxpayer's behaviour

The Circular also addresses the assessment of the taxpayer's behaviour, stating that it is generally on a different level from the certified proposal. The AE's judgment is negatively affected by:

- the presence of distractive or deceptive activities (sale of company assets to related parties, performance of charitable acts, use of non-existent invoices), as they can lead to an underestimation of liabilities and an overestimation of assets;

- a systematic and deliberate breach of tax obligations;

- participation in fraud.

In the latter case, which is considered to be particularly detrimental to the interests of the Treasury, the Office's assessment goes beyond the mere evaluation of the economic convenience of the proposal in order to prevent its implementation from becoming an opportunity to launder what has been obtained through the fraudulent mechanism.

The contribution of external finance normally reinforces the convenience of the tax settlement proposal. The opposite effect occurs when the taxpayer has participated in fraudulent schemes and the external finance comes from abroad, where its origin is not properly documented.


Assessment of debt deferral and relief percentage

As regards the deferral of the tax debt, it must be assessed with reference to the specificities of the business activity carried out by the taxpayer, without stopping at the circumstance that a plan articulated over a longer time horizon is difficult to evaluate. The time extensions may then be functional to make the plan concretely feasible.

In addition, no minimum percentage of tax debt relief is identified to make the plan acceptable: the Office is required to consider the concrete situation.

The plan may also provide for a less favourable treatment of the tax authorities, provided that this is aimed at ensuring a privileged treatment of the company's strategic creditors, i.e. those persons whose relationship with the company is essential for the preservation of business continuity. The strategic nature of the creditor must be assessed on the basis of objective elements and not merely asserted, and the agreements with the creditor, especially if it is a related party, must comply with normal market logic.



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